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	<description>Il sito web personale di Roberto Ferrari</description>
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		<title>20 anni fa nasceva il World Wide Web</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 09:12:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Ferrari</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Era il 6 agosto del 1991. Verrà un giorno in cui quella data sarà ricordata al pari del 14 ottobre 1492, perché la nascita del Web ha avuto conseguente sconvolgenti per tutto il mondo al pari dello sbarco di Cristoforo Colombo in quella che credeva essere l’India. Venti anni fa iniziava quella che è stata senza ombra di dubbio una rivoluzione, anche se ormai la parola “rivoluzione” è troppo inflazionata e riduttiva per poter descrivere appieno il meccanismo innestato.</p>
<p>Formalmente il 6 agosto 1991 veniva messa online la prima pagina Web della storia. Una rivoluzione romantica, per certi versi: la madre di tutte le invenzioni, uno sconvolgimento onnicomprensivo che ha permeato ogni singolo aspetto dell’economia e della società. Quel giorno, venti anni or sono, iniziava una nuova era, della quale molti di coloro i quali leggono queste righe hanno sentito i primi vagiti a partire da pochi anni dopo: nel 1993 il Web diventava ad ogni effetto cosa pubblica, le prime pagine vedevano la luce e fin da subito era chiaro come per la prima volta tutti (nessuno escluso) avrebbero potuto ricoprire un ruolo nuovo, attivo. Il “WWW” diventa un nuovo modo di vivere e di pensare, di accedere alle informazioni e di comunicare.</p>
<p>Postmodernità, neomodernità o comunque la si voglia chiamare, questa è l’era del World Wide Web. Questa è l’era di quella struttura di documenti e di link che ha dato alla Rete una funzione, un’utilità e una dignità. L’ha fatta diventare un nuovo canale di massa che, poco alla volta, ha iniziato ad inghiottire tutto e tutti. Il processo non è ancora finito, anzi: ancor oggi sono molti gli utenti non connessi, sono molti i problemi di connettività, sono molte le difficoltà nello stabilire standard univoci che il mercato sappia rispettare con fedeltà. Nel frattempo ulteriori problemi si aggiungono a quelli strutturali: il diritto si trova confuso di fronte ad assunti del tutto nuovi e sconvolgenti; materie come copyright e privacy perdono le basi dei propri fondamentali e rischiano di diventare carta straccia nel semplice confronto con le nuove tecnologie; i social network hanno dimostrato una sovrastruttura nuova che si aggiunge ai rapporti personali su cui secoli di storia sono stati costruiti.</p>
<p>Il Web ha reso il mondo sempre più globale e sempre più piccolo. Ha dato un senso unitario ed internazionale al pianeta, tanto da mettere in discussione gli stessi confini tra diverse normative. La Rete collabora oggi a far cadere i regimi e, così come radio e tv hanno contribuito a determinare un certo tipo di geografia politica, il Web contribuirà a sbriciolare gli architravi del passato per costruirne di nuovi.</p>
<p>Oggi viviamo ai tempi di Google e dei social network, del mobile e dell’always-on. Ma le magnificenze di oggi vivono dell’eredità di quel 6 agosto 1991. Ed i grandi nomi del Web odierno vivono sulle spalle dei giganti. Del gigante. Di Tim Berners-Lee, il nuovo Cristoforo Colombo che ha rivoltato i destini della storia.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.webnews.it">WebNews</a></p>
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		<title>OMS: i cellulari possono causare tumori</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 09:51:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Ferrari</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[L’uso prolungato di smartphone, telefoni cellulari ed altri dispositivi mobile può causare carcinomi. La nuova catalogazione dell’Organizzazione Mondiale per la Salute (WHO – World Health Organization) inserisce infatti le onde...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’uso prolungato di smartphone, telefoni cellulari ed altri dispositivi mobile può causare carcinomi. <span id="more-127"></span>La nuova catalogazione dell’Organizzazione Mondiale per la Salute (WHO – World Health Organization) inserisce infatti le onde trasmesse da questo tipo di device come possibili agenti scatenanti per tumori specifici, francobollando quindi il mobile come una tecnologia di rischio potenziale.</p>
<p>Le indicazioni del report OMS vanno lette per quello che sono, poiché le conclusioni già sono un terreno fertile per polemiche esagerate o facili strumentalizzazioni. Anzitutto occorre considerare come il report sia stato firmato da 31 ricercatori provenienti da 14 differenti paesi: il cosiddetto “IARC Monograph Working Group” ha valutato le nuove ricerche disponibili nel campo ed hanno deciso di classificare il rischio relativo alle radiazioni dei device cellulari con l’etichetta “2B”. Secondo l’OMS l’etichetta “2B” significa che un agente è “possibilmente cancerogeno”, il che indica una possibilità non ancora sufficientemente dimostrata o dimostrabile. Trattasi pertanto di un giudizio che elude ogni valutazione quantitativa, ma sembra voler prendere in considerazione i primi indizi provenienti dalle ricerche effettuate: il passaggio ad una categoria “2A” significherebbe un passo avanti preoccupante ed un passaggio allo stadio “1″ testimonierebbe l’esistenza di prove probanti.</p>
<p>Secondo i ricercatori è ad oggi molto difficile restituire risultati attendibili sugli studi effettuati sul comparto mobile poiché la casistica è estremamente limitata e gli effetti deleteri sul corpo umano sono da valutarsi soltanto nel lungo periodo (risultati più attendibili sono valutabili non nel giro di pochi mesi, ma soltanto nell’arco di alcuni decenni). Tale indicazione funge da chiara limitazione all’attendibilità dei dati oggi disponibili, lasciando al tempo stesso aperta la possibilità di veder esteso l’allarme in un futuro prossimo. Fin da subito, nel frattempo, le principali case produttrici di dispositivi mobile (oltre al senso comune) consigliano di utilizzare i device ad una minima distanza dal corpo così da limitare gli effetti che le onde possono riverberare sui tessuti umani in prossimità.</p>
<p>Nessuna certezza, insomma, ma la conferma di una possibilità che ad oggi non è possibile escludere: mentre l’Organizzazione Mondiale per la Salute guarda al bicchiere mezzo vuoto, i produttori guardano al bicchiere mezzo pieno. Per questi ultimi si è espressa immediatamente la CTIA – The Wireless Association – la quale sminuisce la portata delle nuove evidenze ricordando come le ricerche non portino avanti dimostrazione alcuna, ma mettano soltanto in fila alcuni indizi che scienza e statistica non riescono ancora a correlare.</p>
<p>Secondo quanto indicato dalle ricerche citate dall’OMS, il carcinoma più facilmente ricollegabile all’uso dei cellulari è il glioma, ripetutamente ipotizzato come possibile conseguenza di un uso prolungato dei telefoni cellulari ed ora sempre più correlato all’agente patogeno individuato nelle “radiofrequenze elettromagnetiche” dei device in questione.</p>
<p>Le conclusioni dell’OMS sono importanti a prescindere dalla dimostrabilità dei problemi alla salute determinati dalle radiazioni poiché indicano uno standard che fungerà giocoforza da nuovo riferimento per le legislazioni ed i parametri futuri di controllo: una volta individuato un “possibile” agente cancerogeno, infatti, i produttori dovranno operare per aggirare ogni rischio (anche legale) correlato all’utilizzo dei device ed agli utenti verranno consigliate nuove misure di comportamento per abbattere i rischi correlati all’uso dei dispositivi in possesso.</p>
<p>Al momento alcune regole semplici possono consentire l’abbattimento dei danni potenzialmente comminati dalle radiazioni subite in fase di navigazione o di chiamata: l’uso del dispositivo per periodi non eccessivamente prolungati e l’uso dello stesso a distanza dal corpo (ad esempio mediante l’uso di auricolari) sono misure in grado di annullare buona parte dei rischi grazie a semplici abitudini quotidiane. Il che, in attesa di nuovi risultati dalla ricerca scientifica, è tutto ciò che risulta essere possibile per godere dell’innovazione tecnologica senza inutili rischi per la salute.</p>
<p>Fonte: <a href="http://http://www.webnews.it">WebNews</a></p>
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		<title>Un software antifurto nel MacBook scova il ladro</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 09:44:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Ferrari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcuni software possono rivelarsi veramente molto utili, altri, addirittura vitali. E lo sa bene Joshua Kaufman, il giovane designer americano di Oakland che, grazie ad un’applicazione per computer Mac, ha...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni software possono rivelarsi veramente molto utili, altri, addirittura vitali. <span id="more-121"></span>E lo sa bene Joshua Kaufman, il giovane designer americano di Oakland che, grazie ad un’applicazione per computer Mac, ha scovato il ladro del suo notebook.</p>
<p>Lo scorso dicembre aveva installato sul suo MacBook l’applicazione di sicurezza Hidden che, attraverso iSight, scatta immagini in remoto e invia le coordinate geografiche per permettere la localizzazione del device. Quando il computer gli è stato rubato nel suo appartamento il 21 marzo, Kaufman sapeva che grazie all’applicazione “antifurto” avrebbe potuto scovare il lestofante. Infatti, poco tempo dopo aver attivato il programma, ha ricevuto la posizione del ladro con tanto di immagini in cui risultava ben riconoscibile.</p>
<p>Pur avendo fornito alla polizia locale i dati riguardati il ladro, ottenuti grazie al software antifurto, Kaufman non ha ricevuto molto aiuto poiché il suo caso era ritenuto di “bassa priorità”. Il giovane designer ha deciso allora di farsi giustizia da solo attraverso la grande Rete. Ha pubblicato sul suo blog Tumblr e sul suo profilo Twitter le foto del malfattore, attirando così in poco tempo migliaia di follower.</p>
<p>La curiosa vicenda ha inevitabilmente richiamato anche i media statunitensi che hanno chiamato la polizia locale mettendo così forte pressione sul caso. Dopo due mesi di totale disinteresse, le forze di polizia di Oakland hanno così finalmente deciso di catturare il ladro del MacBook seguendo le tracce catturate grazie agli scatti ed alle rilevazioni GPS.</p>
<p>Trattasi di una storia a lieto fine che vede come principale protagonista Hidden, un’applicazione nascosta nel sistema che, con soli 15 dollari all’anno, permette di avere sempre in sicurezza il proprio computer fornendo, in caso di furto ed utilizzo successivo, informazioni dettagliate sulla posizione e sul volto di chi se ne è appropriato.</p>
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		<title>Vende un rene per comprarsi un iPad 2</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 09:39:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Ferrari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La notizia rimbalza dalla stampa cinese. Un ragazzo avrebbe acconsentito all’asportazione di un rene pur di avere il denaro necessario all’acquisto di un iPad 2. Il desiderio era troppo forte...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia rimbalza dalla stampa cinese.<span id="more-115"></span> Un ragazzo avrebbe acconsentito all’asportazione di un rene pur di avere il denaro necessario all’acquisto di un iPad 2.</p>
<p>Il desiderio era troppo forte ed i controlli evidentemente troppo bassi e così il fatto ha potuto aver luogo. Il pentimento successivo è soltanto la chiosa più triste per una storia che, di per sé, non può che far riflettere.</p>
<p>Protagonista della vicenda un 17enne di Huaishan City. Sua la narrazione della storia alla stampa locale: «Volevo comprare un iPad 2, ma non potevo permettermelo. Un broker mi ha contattato su internet e mi ha detto che mi avrebbe potuto aiutare a <strong>vendere un rene per 20 mila Yuan</strong>». Per poco più di 2 mila euro, insomma, il ragazzo ha accettato di donare un rene all’inseguimento del suo più grande desiderio: l’ultimo device di Cupertino, quella mela touchscreen che porta code infinite davanti agli Apple Store e fa parlare di sé in tutto il mondo.</p>
<p>All’insaputa dei genitori, il ragazzo si è recato presso una struttura ospedaliera presso la città di Chenzhou ed è stato sottoposto ad un intervento chirurgico durato 3 ore circa. Al termine dell’espianto il ragazzo è potuto tornare a casa con i 22000 yuan promessi, con un rene in meno, una cicatrice ed un sogno da realizzare.</p>
<p>La struttura ospedaliera ha subito negato ogni addebito: il reparto era stato concesso in uso ad un affarista esterno, del quale non è più stato possibile reperire le credenziali. Nonostante si possa condurre una vita relativamente tranquilla anche con un rene soltanto, <strong>il ragazzo avrebbe avuto un decorso post-chirurgico non completamente privo di problemi</strong> e la cosa avrebbe portato ad un improvviso, quanto tardivo, pentimento.</p>
<p>La storia nasconde presumibilmente retroscena che non potranno mai emergere a proposito della sanità cinese, della famiglia del ragazzo e del tipo di educazione ricevuta. In tutto ciò si è però inserito un fattore scatenante quale l’irraggiungibile oggetto dei desideri ed ha fatto cadere le fragili difese di un ragazzo che, anche al costo di vivere senza un rene, voleva provare l’ebrezza “magica” del touchscreen. Ha ora poco più di 20 mila Yuan per consolarsi del tragico errore compiuto.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La leggenda (metropolitana)</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 06:33:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Ferrari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco una notizia tratta da Sassuolo 2000 (quotidiano online di Sassuolo &#8211; Modena).Assalto al ristorante durante una cena di poliziotti, è successo a Bologna Bologna (8 ott. 2008) &#8211; Una...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco una notizia tratta da Sassuolo 2000 (quotidiano online di Sassuolo &#8211; Modena).<span id="more-47"></span><strong><span class="titlecontent">Assalto al ristorante durante una cena di poliziotti, è successo a Bologna</span></strong></p>
<p><strong>Bologna </strong> (8 ott. 2008) &#8211; Una banda di rapinatori ha preso di mira un ristorante a Casalecchio di Reno, ignara del fatto che nel locale c&#8217;era una cena di poliziotti. L&#8217;assalto si è concluso con l&#8217;arresto di tre banditi, tutti nomadi italiani, e quattro agenti feriti.</p>
<p>E&#8217; accaduto la scorsa notte al ristorante Taormina di via Bazzanese, dove i poliziotti del VII Reparto Mobile di Bologna avevano organizzato una festa per raccolta fondi da destinare in beneficenza.</p>
<p>Dopo lo scontro, un bandito è fuggito e quattro agenti sono finiti in ospedale.</p>
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		<title>Ballo Ballo</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 09:32:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Ferrari</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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		<description><![CDATA[Le Fiorelline ospiti d&#8217;onore al Cantagalliano 2008. WPvideo 1.10 Download!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>Fiorelline</strong> ospiti d&#8217;onore al <strong>Cantagalliano 2008</strong>.<span id="more-46"></span></p>
<div class="wpv_videoc">
<div class="wpv_self"><a href="http://www.skarcha.com/wp-plugins/wpvideo/">WPvideo 1.10</a></div>
<div class="wpv_video"><object data="http://www.youtube.com/v/uCT8LfYSMtY" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="100%"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/uCT8LfYSMtY"></param></object></div>
<div class="wpv_titleauthor"></div>
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		<title>50° AVIS Campogalliano</title>
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		<pubDate>Mon, 19 May 2008 21:47:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Ferrari</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Avis comunale di Campogalliano ha festeggiato il suo 50° anniversario di fondazione. Il volantino l&#8217;ho fatto io, firmandolo con il nome d&#8217;arte di &#8220;Roby Ferrari&#8220;. Guarda le foto scattate durante...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Avis comunale di Campogalliano ha festeggiato il suo 50° anniversario di fondazione.<span id="more-43"></span></p>
<p><a title="festaavis.jpg" href="http://www.rferrari.it/wp/wp-content/uploads/2008/05/festaavis.jpg"><img src="http://www.rferrari.it/wp/wp-content/uploads/2008/05/festaavis.jpg" alt="festaavis.jpg" /></a></p>
<ul>
<li>Il volantino l&#8217;ho fatto io, firmandolo con il nome d&#8217;arte di &#8220;<strong>Roby Ferrari</strong>&#8220;.</li>
<li><strong><a href="http://www.rferrari.it/foto/concerto-avis/">Guarda le foto scattate durante il concerto</a></strong>.</li>
</ul>
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		<title>Le Fiorelline a “La Corrida”</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 07:08:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Ferrari</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 12 Aprile 2008 : &#8220;Le Fiorelline&#8221; ospiti a &#8220;La Corrida&#8220;. Guarda il reportage in esclusiva (foto di Maria Silvia Lugli).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 12 Aprile 2008 : &#8220;<strong>Le Fiorelline</strong>&#8221; ospiti a &#8220;<strong>La Corrida</strong>&#8220;.<span id="more-42"></span></p>
<p><a title="lefiorelline.jpg" href="http://www.rferrari.it/wp/wp-content/uploads/2008/04/lefiorelline.jpg"><img src="http://www.rferrari.it/wp/wp-content/uploads/2008/04/lefiorelline.jpg" alt="lefiorelline.jpg" /></a></p>
<ul>
<li><a href="http://www.rferrari.it/foto/la-corrida-2008/"><strong>Guarda il reportage in esclusiva</strong></a> (foto di Maria Silvia Lugli).</li>
</ul>
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		<title>Auto-combustione</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 09:02:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Ferrari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Se non fosse un episodio vero, potrebbe sembrare una delle tante leggende metropolitane. Ecco il testo dell&#8217;articolo&#8230; MODENA, IN VIA ANCONA TRE AUTO DISTRUTTE DAL FUOCO Le fiamme si sono...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se non fosse un episodio vero, potrebbe sembrare una delle tante leggende metropolitane. <span id="more-41"></span>Ecco il testo dell&#8217;articolo&#8230;<strong></strong></p>
<p><strong>MODENA, IN VIA ANCONA TRE AUTO DISTRUTTE DAL FUOCO</strong><br />
<em>Le fiamme si sono sprigionate da un’autovettura alimentata a gas metano</em></p>
<p>MODENA (6 mar. 2008) &#8211; Tre auto distrutte dal fuoco ed una quarta seriamente danneggiata. Il fatto è successo questa mattina in via Ancona a Modena in un parcheggio poco distante dalla scuola materna Malaguzzi . Il conducente di una Fiat Tipo che procedeva in via Ancona, nell&#8217;immediata periferia cittadina, ha notato che dal vano motore stava uscendo del fumo. L&#8217;uomo ha parcheggiato la vettura ed è andato a cercare un estintore ma quando è ritornato la macchina stava bruciando e le fiamme si erano propagate anche una Fiat Stilo ed una Polo parcheggiate a fianco della Fiat Tipo. Nell&#8217;incendio ha subito danni anche una Yaris. Sul posto due squadre dei Vigili del Fuoco che hanno spento l&#8217;incendio. A bloccare il traffico hanno provveduto due pattuglie della Polizia municipale. Momenti di paura durante l&#8217;opera di spegnimento perché la Fiat da cui si sono sprigionate le fiamme era alimentata a gas metano.</p>
<p>Fonte: <strong>Ufficio Stampa Comune di Modena</strong></p>
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		<title>Polaroid, fine di un mito</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 07:21:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Ferrari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo 60 anni archiviate le istantanee. Il gruppo Polaroid, celebre per aver inventato gli apparecchi per le foto istantanee ha messo fine dopo 60 anni al business che aveva creato....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo 60 anni archiviate le istantanee.<span id="more-40"></span></p>
<p>Il gruppo Polaroid, celebre per aver inventato gli apparecchi per le foto istantanee ha messo fine dopo 60 anni al business che aveva creato. Una fine annunciata e inevitabile in un mondo dove ormai ogni cellulare ha una macchina fotografica e la parola &#8221;istantanea&#8221; non si applica più solo a una foto Polaroid.</p>
<p>L&#8217;azienda, che aveva smesso di produrre macchine fotografiche per consumatori circa un anno fa, ha annunciato la chiusura degli stabilimenti negli Usa e in Messico dove venivano prodotte le pellicole una volta che avrà abbastanza film nei magazzini per bastare fino a tutto il 2009. La chiusura avverrà in tempi scaglionati tra il primo quadrimestre e la fine dell&#8217;anno, secondo quanto riporta l&#8217;agenzia Bloomberg.</p>
<p>La Polaroid, che si concentrerà a questo punto nel settore delle macchine digitali, aveva avviato nel 2001 le pratiche per la protezione dalla bancarotta ed era stata acquistata nel 2005 da una società privata di investimenti. L&#8217;azienda era nata nel 1937: all&#8217;epoca produceva lenti polarizzate a uso scientifico e militare. La prima Polaroid vera e propria che sfornava foto istantanee era nata nel 1948.</p>
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